KTM licenzia altre 500 persone e arriva un nuovo top manager da BMW

Tanti esuberi in Austria e una sola nuova assunzione a capo del commerciale, un passaggio che Bajaj ritiene necessario per uscire dalla crisi

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 16 gennaio 2026, 09:37

Tempi duri a Mattighofen, perchè KTM continua il proprio processo di ristrutturazione per opera della nuova proprietà Bajaj, che taglia costi e attività per far quadrare nuovamente i conti. L'ultima mossa è il taglio di circa 500 posti di lavoro, un’ulteriore riduzione che si inserisce nel piano di risanamento che ha già portato al licenziamento di molte altre figure in modo ciclico dal momento della bancarotta a oggi. Gli ultimi esuberi riguardano in larga parte il personale impiegatizio e il middle management, quasi tutti austriaci.

Bajaj va giù duro

L’intervento è parte della strategia di razionalizzazione portata avanti dal nuovo azionista di riferimento, Bajaj, entrato in controllo di KTM dopo la procedura di insolvenza che ha colpito il gruppo tra il 2024 e il 2025. L’obiettivo dichiarato è ridurre i costi fissi, semplificare l’organizzazione e riportare l’azienda su basi economiche più sostenibili in un mercato globale sempre più competitivo. Un programma annunciato in modo esplicito già nei giorni del passaggio di proprietà.

Contestualmente ai tagli, KTM rafforza però il proprio vertice manageriale. Il gruppo ha infatti annunciato l’ingresso di Stephan Reiff, proveniente da BMW Motorrad, che assumerà il ruolo di Chief Commercial Officer. Una nomina che segnala la volontà di rilanciare le attività commerciali e la presenza sui mercati internazionali, facendo leva su competenze maturate in un contesto premium e altamente strutturato.

La doppia notizia cattiva/buona fotografa con chiarezza la fase che KTM sta attraversando: una transizione complessa, segnata da decisioni drastiche ma anche dal tentativo di costruire una nuova stabilità industriale. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se il piano di rilancio riuscirà a coniugare sostenibilità economica, competitività commerciale e continuità industriale per uno dei marchi più iconici del motociclismo europeo, nel mentre che la struttura vendita viene lentamente fornita dei modelli 2026. Siamo molto curiosi di sapere come cambierà il destino della fabbrica arancione.

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