Furti moto: i sistemi keyless sono meno sicuri della classica chiave?

Si stanno diffondendo sempre di più nel mondo delle due ruote perchè sono comodi e tecnologici... ma come la mettiamo con la sicurezza contro i ladri?
Furti moto: i sistemi keyless sono meno sicuri della classica chiave?

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 14 gennaio 2026, 10:01

Negli ultimi anni il sistema keyless è passato dall’essere una sciccheria tecnologica dedicata alle auto di lusso a una presenza quasi scontata sulle moto di fascia medio-alta. Dalle maxi enduro alle granturismo, dalle sportive premium agli scooter di alta gamma, sempre più modelli permettono di avviare il motore senza inserire fisicamente una chiave, affidandosi a un transponder che comunica via radio con una centralina dedicata sul veicolo mantenendo il telecomando in tasca.

È una soluzione che migliora la comodità d’uso, riduce l’usura meccanica dei blocchetti di accensione e contribuisce a costruire quell’esperienza “premium” che molti costruttori oggi considerano irrinunciabile. Ma proprio questa evoluzione tecnologica sta aprendo una nuova zona grigia in tema di sicurezza, e in questo articolo vi spieghiamo perchè di fatto contriubiscono all'aumento dei furti di auto e moto negli ultimi anni.

Come funziona il "relay attack"?

Il principio di funzionamento del keyless è semplice: la moto rileva la presenza della chiave elettronica entro un certo raggio e, se la riconosce come valida, sblocca lo sterzo e consente l’avviamento. Tutto avviene senza contatto fisico, attraverso segnali radio a bassa potenza e protocolli di autenticazione che cambiano codice a ogni comunicazione. Dal punto di vista teorico si tratta di sistemi crittograficamente robusti, pensati per evitare clonazioni dirette o intercettazioni banali, ma il rischio di furto non sta nella violazione del codice generato quanto nel modo in cui il segnale viene trasmesso, gestito e... "intercettato" dai ladri anche semplicemente sedendo vicino a chi ha le chiavi della moto in tasca.

La vulnerabilità più sfruttata è quella che in ambito tecnico viene definita “relay attack”, ovvero un sistema di estensione del segnale che permette di aprire l'auto anche a distanza ragguardevole. In pratica il segnale emesso dalla chiave viene intercettato da uno specifico dispositivo, amplificato e ritrasmesso fino ad un altro dispositivo che vene tenuto vicino alla moto (o auto), che viene così indotta a credere che la chiave sia presente nelle immediate vicinanze anche quando in realtà si trova, per esempio, all’interno di un’abitazione. Due persone con due dispositivi che comunicano possono fregarvi la moto da sotto casa.

Si tratta di una manipolazione della comunicazione radio che inganna il sistema senza violarlo direttamente, quindi anche il mezzo non subisce danni fisici perchè per il veicolo tutto appare normale: la chiave sembra presente, l’autenticazione va a buon fine e l’avviamento è consentito.

Keyless va bene, ma una catena è ancora meglio

Nel mondo delle moto questo tipo di vulnerabilità ha un peso ancora più delicato che sulle auto. Una motocicletta è per sua natura più esposta, più facile da caricare su un furgone, più semplice da spostare rapidamente una volta sbloccata. Il sistema keyless consente anche lo sblocco elettronico dello sterzo, quindi l’ostacolo principale al furto viene di fatto rimosso senza alcuna forzatura visibile. Il risultato è che vi fregano la moto in pochi secondi, in modo silenzioso e senza lasciare segni evidenti.

Questo non significa che le moto keyless siano “insicure” in senso assoluto, e con la tecnologia che avanza anche queste limitazioni verranno superate. I costruttori infatti non ignorano il problema (anche se non ne parlano volentieri) e negli ultimi anni sono state introdotte contromisure come protocolli che cercano di stimare la distanza reale della chiave anziché limitarsi a verificare solo la presenza di segnale, e sistemi che richiedono un’azione aggiuntiva per consentire l’avviamento.

Tuttavia queste soluzioni sono in costante evoluzione e anche le tecnologie in mano ai ladri sono tremendamente al passo con i tempi, e per questo motivo il nostro consiglio è sempre quello di dotare la moto di un sistema di antifurto meccanico quando la si lascia incustodita all'esterno. Una catena, un bloccadisco, un Easyblock o qualsiasi altro dispositivo che richiede forza bruta e tempo per essere rimosso, è un deterrente extra per i ladri.

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