E-bike, in sella verso il Moncenisio: quando la montagna chiama

Pubblicato il 25 novembre 2025, 17:19 (Aggiornato il 25 novembre 2025, 16:42)
Quando arriva la bella stagione e le montagne tornano a mostrarsi in tutta la loro grandezza, cresce anche la voglia di salire fin sopra le nuvole con le nostre e-bike. È allora che scatta il desiderio di cercare gli sterrati più remoti, quei percorsi da freeride che speri non finiscano mai.
Così partiamo in direzione della diga del Moncenisio. Superata Susa (TO), risaliamo la statale verso il confine francese. Una volta arrivati, parcheggiamo e scarichiamo le nostre e-bike preparate da Diego e Flavio di Moxxo Cycles: una Cannondale Moterra SL2 in carbonio con motore Shimano da 85 Nm, batteria da 601 Wh e sospensioni Fox da 160 mm; l’altra è una Whistle in alluminio con motore Bosch. Casco, guanti Progrip… e si parte in salita verso la diga.
Raggiunto il versante sinistro del lago, seguiamo la strada che porta al forte. Dopo una salita lunga, finalmente la strada spiana e davanti a noi si apre un bivio importante: a sinistra il lago Bianco (2.600 m), a destra la Fortezza del Malamot (2.914 m). Scegliamo quest’ultima.
La prima parte è semplice, poi la strada diventa un labirinto di sassi e pedalare è impossibile. Qualche metro a spinta e torniamo in sella. Ai piedi del Malamot troviamo ancora un po’ di neve, a ricordarci che qui, anche in estate, siamo quasi a 3.000 metri. Il panorama è totale: il lago Bianco poco più sotto e il Moncenisio quasi 1.000 metri più in basso sembrano opere d’arte naturali. Ma il vento gelido, con raffiche davvero forti, ci costringe a scendere di quota.

Il sentiero esposto verso il lago: adrenalina pura
Non vogliamo tornare dalla stessa strada e, come spesso accade, la fortuna ci assiste: incontriamo un gruppo di biker torinesi che anni fa aveva trovato un’alternativa. Esiste un sentiero molto esposto, con qualche tratto di freeride, che scende diretto verso il lago del Moncenisio passando dal forte Pattacreuse.
Scendiamo sugli altipiani e dopo un po’ lo troviamo: stretto, tecnico, a picco. Solo per chi non soffre di vertigini. Superiamo vari passaggi delicati e finalmente iniziamo a perdere quota. Intorno ai 2.000 metri la temperatura torna mite e il paesaggio si trasforma: un’esplosione di verde, prati che sembrano tappeti morbidi e continui. Uno spettacolo aperto, vivo, che non lascia tregua agli occhi. Costeggiamo un tratto del lago e rientriamo alla diga, ancora pieni di adrenalina.

Preparazione, sicurezza e riprese a 360°
Che giornata! Un giro per veri esperti, non certo consigliabile ai meno allenati, ma la vista e le emozioni ripagano ogni sforzo. In tour così è essenziale essere in forma, conoscere bene le previsioni meteo, muoversi in compagnia e portare uno zaino con attrezzi, ricambi, abbigliamento per ogni imprevisto, cibo e molta acqua.
Per le riprese ci affidiamo a Insta360 — oggi la Insta360 X5. Le due lenti creano un video a 360° cancellando automaticamente lo stick: sembra quasi di avere un drone al seguito. Con l’asta in carbonio da 3 metri l’effetto diventa ancora più immersivo. L’app Insta360 permette poi di scegliere facilmente le inquadrature ed estrarre foto spettacolari.

Siamo appena rientrati… e già pronti a ripartire. Sempre con gli amici di Moxxo Cycles che ci supportano, e con nuovi compagni che — chissà — ci faranno scoprire altre sterrate indimenticabili!
di Fabrizio Gillone
di Fabrizio Gillone
Bici e accessori utilizzati:
Preparazione bici test: moxxocycles.it
e-Bike: Cannondale Moterra SL2
e- Bike: Whistle
Action cam: INSTA360 X5
Accessori bike: Insta 360
Abbigliamento caschi e occhiali: Progrip
Orologio: GARMIN EPIX pro 51mm
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