Guidare una moto: guardare non basta, bisogna saper vedere

Antonio Vitillo
Pubblicato il 6 ottobre 2026, 16:43
Dopo aver parlato di come percepiamo il nostro corpo e di come fatica e stress possano modificare le nostre capacità, c’è un altro elemento fondamentale della guida che merita attenzione: è l’attenzione stessa. E non è un gioco di parole.
Quando guidiamo, gli stimoli sono moltissimi. La direzione della strada, le auto intorno, i pedoni e i loro movimenti, gli incroci e le traverse, i segnali stradali, gli specchi retrovisori, il fondo. La moto sotto di noi. E tutto cambia continuamente. Impossibile riuscire a prestare la stessa attenzione a ogni cosa.
Vedere non basta
Possiamo avere lo sguardo rivolto verso una macchina senza averne realmente elaborato il movimento. Possiamo attraversare un incrocio avendo visto il semaforo, ma non esserci accorti che un’auto si sta avvicinando lateralmente. Possiamo persino vedere una strada libera senza notare il ciclista che sta percorrendone il lato. Non è un problema circoscritto alla vista, si tratta di difficoltà di attenzione. Riceviamo continuamente informazioni, le selezioniamo attribuendo delle priorità. Se qualcosa cattura la nostra attenzione, altre cose possono passare automaticamente in secondo piano. Anche se importanti.
La ricerca sulla guida mostra proprio come attenzione visiva e consapevolezza della situazione in essere siano strettamente collegate alla capacità prima di individuare poi di interpretare i pericoli.
Cosa guardiamo? Gira pagina
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