Meloni: "Abbiamo approvato l’abolizione del bollo". Tutte le criticità della nuova norma

Michele Lallai
Pubblicato il 17 settembre 2026, 09:42 (Aggiornato il 17 settembre 2026, 08:43)
Ci siamo finalmente liberati del bollo! La promessa è di quelle che, almeno a prima vista, fanno piacere agli automobilisti e ai motociclisti, ma al di là dei superlativi che hanno accompagnato l'annunciazione della nuova norma, la situazione merita un approfondimento, perchè dietro quello che può sembrare un semplice regalo fiscale c'è una riforma che presenta anche alcuni punti interrogativi, a partire dalla sua durata e dal criterio con cui viene distribuito il beneficio.
Non è per sempre e non è per tutti i veicoli
Il primo elemento da chiarire è che parlare oggi di abolizione del bollo è, tecnicamente, scorretto. Il provvedimento approvato dal Governo riguarda l'esenzione dal pagamento della tassa automobilistica solo per il 2027 (per il momento), quindi una operazione una tantum, mentre l'eventuale trasformazione della misura in un'abolizione strutturale dovrà essere definita successivamente. È una differenza tutt'altro che marginale, perché per il motociclista che sta facendo i conti sul costo di mantenimento della propria moto, sapere di non pagare il bollo per un anno è una cosa; sapere che quella tassa viene eliminata definitivamente è un'altra.
L'altra criticità arriva dal fatto che l'esenzione è infatti limitata a un solo veicolo per persona fisica, che sia auto o moto. Il principio evita che il beneficio si trasformi in un vantaggio particolarmente consistente per chi possiede più mezzi, ovvero la maggior parte dei motociclisti che - di solito - hanno anche un'auto. Quindi la norma non cancella semplicemente il bollo per tutti, ma introduce un beneficio selettivo, che deve essere attribuito a un solo mezzo, che per la maggior parte degli italiani si tradurrà in una situazione del tipo "esento la macchina o la moto?". Tendenzialmente, la scelta ricadrà sul mezzo con il bollo più alto.
Non viene rivista l'intera struttura fiscale, ma è solo un "regalino"
L'esenzione di un solo veicolo per persona nel 2027 non obbliga il Governo a ripensare davvero il sistema fiscale costruito attorno al bollo. È, in questo senso, una misura relativamente semplice da finanziare perchè si rinuncia per un solo anno a una parte del gettito e si compensa la minore entrata attraverso le altre risorse disponibili nel bilancio pubblico.
Un "regalino" fiscale, insomma, che non richiede di ridisegnare l'architettura del sistema e soprattutto non mette immediatamente in discussione il ruolo che il bollo ha nel finanziamento delle amministrazioni territoriali. Il bollo rappresenta infatti un'entrata significativa per le Regioni, e la sua cancellazione definitiva richiederebbe di stabilire con quali risorse sostituire quella voce di bilancio, evitando semplicemente di trasferire il problema altrove.
Se l'obiettivo politico fosse realmente quello di eliminare questa tassa in modo permanente, sarebbe quindi necessario intervenire anche sul sistema di finanziamento degli enti territoriali, ridefinendo competenze, trasferimenti e fonti di entrata e affrontando più in generale il tema della struttura delle amministrazioni locali.
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