Ducati 50 SL/1, snello e affusolato

Linea originale e motore realizzato in proprio si evidenziano al primo sguardo nello sportivissimo SL/1 della Ducati

Giorgio ScialinoGiorgio Scialino

Pubblicato il 22 marzo 2019, 13:37 (Aggiornato il 22 marzo 2019, 12:43)

Con l’ SL/1, nel 1966, la Ducati mise in listino il suo cinquantino sportivo più bello ma, purtroppo, commercialmente l’operazione non riscosse molto successo e il modello non godette di una forte diffusione. Oggi questo retroscena gioca a suo favore, rendendolo un pezzo molto ambito tra i collezionisti e i numerosi appassionati di cinquantini d’epoca. Lunghissimo e molto stretto, il particolare serbatoio imprimeva al mezzo una forte personalità.

ERA CONTRADDISTINTO DA UNA PRONUNCIATA GOBBA sulla parte anteriore, sul dorso della quale troneggiavano due tappi carburante con apertura a sgancio rapido. In più, tra i due tappi scorreva un robusto cinturone che, come sulle moto da competizione, teneva il serbatoio saldamente legato al telaio. Questo permetteva a questa piccola Ducati di distinguersi e di farsi apprezzare nel folto panorama dei cinquantini sportivi più estremi proposti in quel periodo.

CONTRARIAMENTE AI MOLTI COMPETITORS DELL’EPOCA, in questo caso tutto veniva realizzato in Ducati: dal semplice e valido telaio era a doppia culla chiusa, al motore 2T a 4 marce con comando del cambio a pedale. La sella era corta e alta, e proiettava idealmente la linea del serbatoio fino al retrotreno. I PARAFANGHI, invece, non gli rendevano giustizia, essendo un po’ troppo lunghi e di disegno troppo pesante, come pure la parte superiore della forcella schermata, mezzi manubri e sospensioni con molle a vista rispecchiavano lo standard dell’epoca, come pure le ruote da 19” con cerchi in acciaio. I mozzi non presentavano particolarità, ma erano comunque in alluminio e non in lamiera stampata.

ALESAGGIO E CORSA DEL MOTORE (38,8 x 42) erano uguali ai più diffusi motori presenti sul mercato, ma le similitudini finivano qui. I carter motore erano diversi dalla classica conformazione ovale prediletta all’epoca, come pure il comando del cambio a bilanciere dislocato sulla destra e il pedale d’avviamento posizionato sulla sinistra. Diversamente dalla maggior parte dei motorini di allora che montavano cilindri in ghisa, il gruppo termico dell’SL/1 era inclinato in avanti di 25° e vantava un cilindro in alluminio con canna cromata generosamente alettato.

CON IL CARBURATORE DELL’ORTO DA 18 MM a vaschetta laterale montato di serie con cornetto d’aspirazione libero, il motore forniva una potenza massima di 4,5 CV a 8.200 giri/min, perfettamente in linea con i modelli sportivi più agguerriti, ed in grado di spingere questo sportivo “cinquantino” fino alla soglia dei 90 km/h.

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