Test Kawasaki KLE500: i voti del #Sottoesame
La Casa di Akashi entra nel mondo delle piccole adventure e lo fa con una moto che punta a tanta facilità d’uso ed economia di gestione. Ma le concorrenti cinesi sono molto agguerrite, avrà le armi per primeggiare?

Marco Marini
Pubblicato il 27 febbraio 2026, 08:50 (Aggiornato il 27 febbraio 2026, 12:53)
Quella della piccole adventure è un fenomeno ormai maturo e sono diverse le proposte sul mercato. Parliamo soprattutto di bicilindriche frontemarcia con grande polivalenza d’uso, che non disdegnano neanche un po’ di fuoristrada leggero, guidabili con patente A2 e in grado di erogare più di 40 CV di potenza massima. In pratica stiamo descrivendo la prima KLE del 1991, perché proprio lei è stata una delle prime moto fatte così, con quell’architettura di motore quando il mondo andava verso il motore a V. Questa nuova KLE500, presentata allo scorso EICMA, è realizzata co un occhio molto attento al risparmio, per risultare competitiva sul mercato. Siamo andati in Andalusia, per provarla.
Di seguito, l’analisi “voce per voce” nel consueto #SottoEsame, con le prime impressioni di guida a caldo e i voti assegnati al design, ai contenuti tecnici, alla resa dinamica e al rapporto qualità/prezzo. Presto il video approfondito sui nostri canali, mentre la prova completa, con tanti contenuti esclusivi, la trovate sul prossimo numero di InMoto in edicola.

Test Kawasaki KLE500: DESIGN
Piace al primo colpo d’occhio, per quel cupolino stretto e sviluppato in verticale, che ne delineano una forma da vera moto da rally. Il doppio gruppo ottico a LED è ben integrato nel frontale e le sovrastrutture snelle e ottimamente raccordate. Piace anche il codino sfuggente ma non troppo esile che ben si integra con il resto della moto. Tre le colorazioni disponibili per la versione SE, più accessoriata, una a base bianca, una verde/blu e una grigia, mentre per la versione standard c’è il nero. Esteticamente non ci piace il traverso del telaio in zona collettori di scarico, dalla fattura molto economica, come altri componenti quali il silenziatore e il pedale del freno posteriore.
Voto: 8

Test Kawasaki KLE500: CONTENUTI TECNICI E DOTAZIONE
Tecnicamente è una moto semplice, senza fronzoli. Telaio a traliccio in acciaio con il telaietto reggisella saldato, forcella KYB da 43 mm non regolabile, mono con leveraggi e solo il precarico regolabile (a ghiera, niente pomello), motore con una sola mappatura, niente traction control e ABS disinseribile, su entrambe le ruote, per l’uso fuoristrada. Ruote con camera d’aria da 21” davanti e 17” dietro. Purtroppo la misura dello pneumatico posteriore da 140/70 non è il massimo in termini di reperibilità di pneumatici e c’è poca scelta su cosa montare. Di serie ci sono gli IRC, dalla buona tenuta, ma specialmente dietro, dalla scarsissima durata. Freni di qualità, esiste nella versione SE che ha di serie paramani, paracoppa in alluminio, frecce a LED e plexi di 106 mm più alto. Quest’ultimo è regolabile su tre posizioni: bassa, + 27 mm e +55 mm. Peccato che occorra togliere 4 viti a brugola per regolarlo.
Voto: 7,5

Test Kawasaki KLE500: ERGONOMIA E COMFORT
La triangolatura sella/pedane/manubrio è perfetta per diverse taglie di pilota, con una posizione comoda e rilassata, braccia alte e larghe e i piedi in una ottima posizione che non costringono le ginocchia a piegarsi troppo. La sella a 870 mm da terra è bassa e si tocca meglio di quello che il numero farebbe pensare, perché la linea dei fianchi della KLE è molto sottile e questo aiuta a toccar terra. Le plastiche che scendono dal serbatoio fin sotto la sella, sono lisce e continue, dando un’ottima sensazione, anche guidando in piedi, perché si crea un bel contatto con la moto a tutto vantaggio del controllo nella guida. La protezione dall’aria è più che buona per casco e busto, meno per braccia e spalle, mentre c’è qualche vibrazione di troppo a partire dai 5.500/6.000 giri, che interessano sella e pedane, avvertibili e piuttosto fastidiose. L’imbottitura della sella è ottima, giustamente sostenuta e aiuta a definire una moto comoda anche per viaggiare.
Voto: 8,5

Test Kawasaki KLE500: EFFICACIA E PIACERE DI GUIDA
Silenziosa, morbida, amichevole: è una moto che ti accoglie senza metterti in imbarazzo nemmeno nei primi metri in sella. Frizione morbida, motore silenzioso e cambio preciso sono le prima cose che noti, insieme a una posizione di guida rilassata. Ma bastano pochi metri per apprezzare anche la maneggevolezza della sua ciclistica, che non è un mostro di leggerezza sulla bilancia (194 kg dichiarati in ordine di marcia, in linea con concorrenti come la Cfmoto MT), ma il cui peso sembra evaporare mentre si guida, complice un baricentro basso e un grande equilibrio ciclistico. Le sospensioni non regolabili sono morbide, ma non sfrenate e hanno un’ottima taratura di compromesso. L’erogazione del motore è ottima, con un plus nell’ottimo corpo che esprime tra i 4.000 e i 5.500 giri, dove la spinta è valida e rotonda. Purtroppo il tasso di vibrazioni dai 6.000 giri è piuttosto elevato per sella e pedane e questo inficia in parte il comfort. Fuoristrada si guida molto bene per via dell’ottima posizione di guida in piedi, per i comandi morbidi, la risposta pastosa e dolce del motore e la forcella che non risulta eccessivamente morbida. Di contro, la luce a terra è limitata a 185 mm, il mono si comprime abbastanza rapidamente sulle buche e avremmo preferito avere una forcella ancora più tenera sulle piccole sconnessioni per copiare meglio il fondo e regalare più comfort.
Voto: 8,5
Test Kawasaki KLE500: RAPPORTO QUALITÀ PREZZO
Con la versione standard a 6.340 euro f.c. e la SE a 6.990 euro f.c. bisogna riconoscere che gli sforzi della Casa giapponese per contenere i costi sono stati davvero enormi. C’è una qualità percepita non molto elevata dovuta alla fattura di alcuni componenti, ma quando si sale in sella e si guarda alla messa a punto generale e all’efficacia del pacchetto motore/ciclistica, non si può che fare un plauso agli ingegneri giapponesi, perché tutto è fluido, curato e funziona bene, dalla risposta del gas, alle sospensioni, ai freni, alla posizione di guida, all’ergonomia. C’è quello che vorresti come e dove lo vorresti e questo, soprattutto per una moto appena nata, è un grande pregio.
Voto: 9

Test Kawasaki KLE500: CONCLUSIONI
Una moto senza fronzoli, semplice ed efficace, che ti porta in giro con uno sforzo davvero ridotto, sia fisico, sia mentale. Una moto che appare molto economica, ma che si guida molto bene, fa divertire senza mai impensierire anche il neofita. Una moto che continua a funzionare bene anche quando finisce l’asfalto. Una moto che è buona per la città, per la montagna e per viaggiare, sempre con una buon livello di comfort: non diciamo ottimo solo a causa del tasso di vibrazioni sopra i 6.000 giri. Costa poco ed offre quello che ti aspetti da una moto moderna giapponese: razionalità, equilibrio, efficacia.
Voto MEDIA: 8,3
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