Test Yamaha R7 2026, i voti del #SottoEsame
L’azienda di Iwata mette mano in maniera profonda alla sua sportiva di media cilindrata, l’R7, che diventa così una sportiva più moderna (per la strada) e più affilata (per la pista). Ecco come se l’è cavata nel nostro consueto #SottoEsame

Alessandro Codognesi
Pubblicato il 17 aprile 2026, 13:00
I giapponesi di Yamaha ci hanno sempre tenuto molto, alle moto sportive. Molti Trofei monomarca Yamaha hanno un invidiabile successo: l’R7 Cup ne è un perfetto esempio. Una moto, la Yamaha R7, che dopo essere stata a lungo criticata per il nome che porta sul serbatoio, è stata poi apprezzata da tanti per la sua guida, intuitiva ma anche competente. Oggi si presenta più moderna (per la strada) e più affilata (per i cordoli). Ecco come se l’è cavata alla prova del nostro #SottoEsame.

YAMAHA R7 2026: DESIGN
Piccoli interventi, quelli dei designer di Iwata, che tuttavia sono riusciti a evolvere l’R7 inserendola nel filone delle altre R di Yamaha. Il frontale è più stretto, con il faro singolo incastonato nella presa a “M”, gli indicatori di direzione sono ora integrati negli specchietti e i profili delle carene sono maggiormente scolpiti. Affascinante la colorazione 70esimo anniversario bianca e rossa (che però costa 300 euro in più). VOTO 8
YAMAHA R7 2026: CONTENUTI TECNICI
Se da fuori è cambiata poco, dentro è (quasi) tutto nuovo. La novità principale è l’introduzione dell’IMU a 6 assi, che consente di avere un pacchetto elettronico completo: controllo di trazione, controllo dello slittamento laterale, anti-impennata, gestione del freno motore, Brake Control (ABS Cornering) e Launch Control. I sistemi sono personalizzabili, con tre modalità di potenza e tre livelli di intervento. Ovviamente tutto questo è possibile anche grazie al nuovo ride-by-wire, tramite cui è possibile selezionare tre Riding Mode pre-impostati (Sport, Street e Rain) oltre a due customizzabili. Presenti anche il quickshifter bidirezionale, il cruise control e la strumentazione a colori. Non solo elettronica però, anche il telaio è ora più rigido in ogni direzione (torsionale, longitudinale e flessionale), grazie a un differente disegno dei tubi. Obiettivo? Maggiore stabilità e precisione. Ecco perché anche il forcellone, le piastre di sterzo, i cerchi (-0,5 kg) e le sospensioni sono tutti nuovi e più rigidi. A proposito di sospensioni: ora sono completamente regolabili e hanno minore corsa utile (120 contro 130 mm precedenti). I cerchi invece montano pneumatici Bridgestone Battlax Hypersport S23 per un grip superiore. Praticamente identico il motore, il bicilindrico parallelo di 689 cc, 73 CV e 68 Nm sfrutta giusto un nuovo airbox. In totale fa 189 kg in ordine di marcia, +1 kg rispetto a prima. VOTO 8

YAMAHA R7 2026: COMFORT ED ERGONOMIA
Anche la posizione di guida è stata oggetto di modifiche. I semimanubri sono leggermente più alti, vicini e aperti, la sella è più bassa di 5 mm e il serbatoio è nuovo, più compatto. Risultato? Parlando di guida su strada, la precedente R7 era una moto sportiva senza compromessi; la situazione è leggermente migliorata. Yamaha ha voluto lasciare l’impronta racing, senza montare per esempio semimanubri sopra la piastra o con una piega rialzata. Ci si trova quindi caricati sull’avantreno, anche se leggermente meno che in passato. In pista però ovviamente cambia tutto: quello che su strada è un fastidio, qui diventa uno strumento per avere sempre l’anteriore saldo tra le mani. C’è anche tanto spazio per muoversi in sella, nonostante chi scrive superi il metro e novanta. Facendo una media quindi, arriviamo alla sufficienza. VOTO 6

YAMAHA R7 2026: PIACERE DI GUIDA
Un test suddiviso in due parti, quello dell’R7 2026, che ha previsto un tratto di circa 200 km di strada e tre turni in pista. Partendo dalla guida su strada, a colpire è subito la sua indole sportiva. In primis per la posizione di guida caricata, l’abbiamo detto, ma anche per l’assetto soprattutto stabile. Telaio, sospensioni, tutto è rigido e pensato per dare il meglio su strade lisce e ben asfaltate. In queste condizioni, si può godere di un avantreno realmente solido, rigoroso come soltanto le supersportive sanno essere. Quando però la strada è rovinata…qualche scossone arriva, c’è poco da fare. Il motore in compenso ha guadagnato molte buone maniere. Non che in passato fosse scorbutico, ma adesso è ancora più lineare nell’erogare i suoi CV. Tra l’altro, il meglio arriva a metà contagiri, ottimo per la guida su strada. Peccato per la mancanza dell’Y-AMT: il quickshifter è corto e funziona abbastanza bene (a volte è un po’ duretto), ma la possibilità di montare il cambio robotizzato sarebbe stata la ciliegina sulla torta. Anche perché in pista, l'R7 stupisce. Stupisce per la facilità con cui porta a osare, a frenare sempre un po’ più in là. E lo fa grazie a un’equilibrio della ciclistica invidiabile. Sempre neutra in ogni fase di guida, stabile ma al tempo stesso agile, permette al pilota di “sentire” sempre il livello di aderenza. L’avantreno rimane saldo tra le mani anche quando si frena a moto inclinata. Scorre come un fulmine a centro curva, anche grazie alle sospensioni, che sostengono senza però risultare piatte o scomode. In strada erano rigide, qui tra i cordoli sono semplicemente perfette. Forse dal reparto freni ci si aspetterebbe di più, in termini di potenza. Il motore da parte sua fa quel che può. Tanto piacevole in strada, con la sua riserva di coppia, non è un fulmine di guerra in allungo. Non conviene quindi tenerlo sempre in zona rossa: più redditizio sfruttare la scorrevolezza della ciclistica e cambiare marcia in anticipo. A domanda secca però rispondiamo che sì, sarebbe bello avere una decina di CV in più, soprattutto agli alti regimi. Ottima invece l’elettronica: in pista si apprezza soprattutto la possibilità di regolare il freno motore, per adattarlo allo stile di guida e alla pista (più scorrevole o stop&go). VOTO 8

YAMAHA R7 2026: RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO
Considerati gli upgrade, soprattutto a livello di elettronica, l’aumento di prezzo è irrilevante: siamo a 10.499 euro, quindi +700 euro rispetto al passato. Vero, in commercio ora ci sono alternative più economiche (una su tutte la Cfmoto 675SR-R), ma rimane comunque un ottimo affare. VOTO 7,5
YAMAHA R7 2026: CONCLUSIONI
Yamaha ha deliberatamente mantenuto l’impronta racing dell’R7 (soprattutto se parliamo di ergonomia e ciclistica), andando a smussare giusto un po’ quegli spigoli per guidare bene anche su strada. Rimane però una scelta ideale per chi ama le supersportive, con tutti i loro pro e contro. Peccato per la mancanza della versione Y-AMT, ma chissà che in futuro…VOTO FINALE 7,5
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