Monopattini pericolosi, la conferma dei crash test: necessario proteggersi

Dalla Germania arriva uno studio che dimostra come, in caso di impatto, il conducente possa riportare gravi lesioni

Monopattini pericolosi, la conferma dei crash test: necessario proteggersi

Pubblicato il 8 ottobre 2022, 10:57

Monopattini sì, monopattini no. C’è chi non ne può più fare a meno, e chi non li sopporta. Difficile trovare una via di mezzo, ma a fare una panoramica chiara (e preoccupante) delle possibili conseguenze di questi mezzi, ci pensano i ricercatori del Fraunhofer Institute for High-Speed Dynamics, Ernst-Mach-Institut EMI e del Fraunhofer Institute for Mechanics of Materials IWM, entrambi con sede a Friburgo, Germania. Questi team hanno avviato uno studio sulla sicurezza dei monopattini elettrici nell’ambito del Progetto di ricerca HUMAD (Human Accident Dynamics), con l’obiettivo di provare a comprendere il decorso tipico degli incidenti con i monopattini, determinare il rischio associato di lesioni e, infine, valutare l’idoneità di dispositivi di protezione come caschi e protezioni per le ginocchia.

Le analisi: testa e ginocchia a rischio

Le due squadre di ricercatori di sono divise i compiti: il Fraunhofer EMI ha eseguito i crash test, il team del Fraunhofer IWM ha analizzato i dispositivi di protezione. I test hanno voluto analizzare una situazione molto comune di incidente, ovvero quella che coinvolge solo il monopattino, come lo scontro con un marciapiede: “Abbiamo lavorato con un manichino per i crash test, proprio come in quelli condotti nell’industria automobilistica. Il manichino è stato posizionato sul monopattino e guidato contro un marciapiede ad angoli di 60 e 90 gradi e a velocità di 10, 20 e 30 chilometri all’ora”, spiega Matthias Boljen, capo del gruppo di ricerca Human Body Dynamics. Cosa ne è emerso? Le telecamere hanno mostrato il corpo del manichino catapultato in aria, sopra il manubrio, prima di schiantarsi al suolo. Da questo appare evidente che, in base alla velocità, possono davvero verificarsi lesioni gravi, soprattutto alla testa. Ma anche le ginocchia sono a rischio. La raccomandazione, ovviamente, è quella di indossare non solo il casco ma anche altri dispositivi di protezione, per ridurre la possibilità di lesioni gravi, ma “nessun casco assicurare completamente contro le lesioni. A rigor di termini, una certa misura di rischio di lesioni cerebrali traumatiche esiste indipendentemente dal fatto che il conducente indossi il casco o meno”, concludono i ricercatori.

MONOPATTINI, CASCO E ASSICURAZIONE OBBLIGATORI: LA PROPOSTA DALLA PUGLIA

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