Moto Guzzi 350 Bialbero, scuola italiana

Leggera, aerodinamica e potente, la sua missione era chiara e semplice: nata per vincere

Giorgio ScialinoGiorgio Scialino

Pubblicato il 26 giugno 2018, 12:13 (Aggiornato il 26 giugno 2018, 10:31)

La 350 Bialbero di Moto Guzzi esordì nel 1953 e, fino al 1957, anno del ritiro dalle gare del marchio, assieme a Gilera e Mondial, vinse 5 titoli mondiali. La moto derivava dalla versione 250 e il suo punto di forza era principalmente il propulsore, semplice, affidabile e parco di consumi. Stiamo parlando del classico monocilindrico orizzontale, che ha reso famosa la Moto Guzzi. In questo caso, un 350cc in versione bialbero in testa con distribuzione a coppie coniche e in grado di erogare una potenza massima di 38 CV. 230 Km/h la velocità di punta dichiarata.

LA CONFIGURAZIONE DEL MOTORE consentiva un baricentro basso ed una importante capacità del serbatoio, così che la moto risultasse agile nella guida e in grado di partecipare a gare impegnative come il TT senza bisogno di rifornimenti. Il telaio fungeva anche da serbatoio dell’olio, il cambio era in blocco a 5 rapporti, mentre l’accensione – dapprima a spinterogeno – fu poi abbandonata in favore del magnete sugli ultimi modelli.

LA MOTO GUZZI DISPONEVA GIÀ DELLA GALLERIA DEL VENTO e l’aerodinamica carena era stata sviluppata con questa tecnologia, inoltre l’evoluzione del modello ha visto l’adozione di acciai speciali e leghe ultraleggere, facendo sì che dai 117 chilogrammi della versione iniziale si scendesse a soli 100 per l’ultima versione. Una Moto Guzzi da competizione vincente, che ha lasciato il segno.

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