Moto d’epoca: come faccio con i ricambi?

Volete una moto d'annata ma avete paura dell'affidabilità precaria e della scarsa disponibilità di ricambi? Non preoccupatevi, il vero piacere sta nella sfida
Moto d’epoca: come faccio con i ricambi?

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 21 gennaio 2026, 10:20

La passione per le moto d’epoca è meravigliosa, fatta di linee senza tempo e soluzioni meccaniche pure. Una passione che spesso porta con sé un dubbio che spinge molti a mettere da parte il sogno e orientarsi su mezzi moderni: la manutenzione costante e la reperibilità dei ricambi. Pensare all'affidabilità precaria di un mezzo datato e alla sua (talvolta) complessa gestione, raffredda l'entusiasmo e l’idea della “moto dei sogni” viene spesso accantonata. Ma è davvero una paura sufficiente per rinunciare, o è solo una questione di approccio e preparazione?

Scegliere bene è il primo passo

Scegliere una moto d’epoca con il cuore è naturale, ma farlo anche con la testa è fondamentale. Se l’obiettivo è avere un mezzo da usare con regolarità senza trasformare ogni uscita in una scommessa, conviene orientarsi verso modelli diffusi, con una buona disponibilità di ricambi e una meccanica ben conosciuta che ci possa far trovare tutte le informazioni che necessitiamo se vogliamo lavorarla in garage, o esperti meccanici nel caso la affidassimo a terzi. In questo caso il piacere sta nella guida e nel possesso.

Se invece l’idea è quella di un restauro vissuto come progetto o hobby, il discorso cambia. Più la moto è vecchia, rara o dimenticata, più cresce il coinvolgimento. La caccia ai ricambi, lo studio delle varie parti e il ripristino fedele diventano parte integrante dell’esperienza. E anche questo non deve fermarvi dal provarci, perchè internet, oggi, è uno strumento decisivo.

Internet è tuo amico

Online si trova praticamente di tutto, o quantomeno tutte le informazioni che necessitiamo per trovare le risposte alle nostre domande. Forum di settore, gruppi di appassionati, ricambisti specializzati e archivi digitali permettono di entrare in contatto con persone che hanno già affrontato gli stessi problemi. La rete, al di là di social e algoritmi, è una comunità, e imparare a fare ricerca, confrontare soluzioni e chiedere consiglio è un piacere che va oltre il tempo passato in officina. Anzi, spesso è proprio lì che nasce la parte più interessante del percorso.

Un aspetto fondamentale è evitare le scorciatoie perché le moto d’epoca non perdonano lavori fatti alla buona. Meglio dedicare più tempo a cercare il ricambio corretto, o una soluzione davvero compatibile, piuttosto che adattare qualcosa “che tanto è simile”. Questo vale ancora di più per l’estetica: una verniciatura approssimativa o una colorazione sbagliata possono compromettere il risultato finale. La comunità degli appassionati è enorme e competente, e con la giusta pazienza è quasi sempre possibile trovare chi sa indirizzare verso la scelta corretta.

Prendetelo come un gioco e un'opportunità per divertirsi

Alla fine, la moto d’epoca è anche una scusa per conoscere persone, condividere esperienze, imparare competenze nuove e prendersi cura di qualcosa che rappresenta la storia e il lato più autentico della meccanica. Spesso, lungo il percorso, si scopre di saper fare molto più di quanto si pensasse, e si costruiscono relazioni che vanno ben oltre la moto stessa.

Non serve essere paurosi, ma nemmeno incoscienti, la scelta va fatta in base alla propria voglia di mettersi in gioco. Se si cercano meno rogne, meglio una moto più moderna o già ben conservata. Se invece la sfida è ciò che motiva davvero, allora non c’è nulla di sbagliato nel partire da quella Gilera degli anni ’50 che mostra ruggine e segni del tempo. Le moto, in fondo, sono giocattoli per adulti. Sta a ciascuno capire quale sia il proprio divertimento preferito.

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